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Gravidanza
e Parto |
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Alcune
cose da sapere ad uso di chi vuole allevare una cucciolata
Quando accoppiare
Il calore dura generalmente tre settimane e si suddivide in tre fasi. La
prima settimana (proestro) è caratterizzata da un rigonfiamento della
vulva e da una congestione di tutto il tratto genitale con conseguente
fuoriuscita di sangue. Il sangue che (non sempre) compare è dovuto a un'ipervascolarizzazione
e non ha niente a che vedere con le mestruazioni delle donne. In questo
periodo la cagna non accetta il maschio, ma manifesta un certo interesse
verso i cani del sesso opposto, mostrando un comportamento decisamente
civettuolo e marcando frequentemente il territorio, per rendere nota la
sua condizione a tutti i maschi della zona. Con la seconda settimana del
calore inizia l'estro vero e proprio. Le perdite ematiche sono
sensibilmente diminuite o scomparse e la cagna cambia atteggiamento nei
confronti del maschio, spostando la coda lateralmente, o talvolta
alzandola, in segno d'accettazione.
L'ovulazione nei cani avviene nei primi tre giorni d'estro e gli ovuli
possono sopravvivere per due giorni senza essere fecondati; gli
spermatozoi, a loro volta, possono vivere tre giorni attendendo la
maturazione dell'ovulo; la fertilità del maschio è però strettamente
legata a una regolare attività sessuale. Gli stalloni che coprono
regolarmente una o più volte al mese sono più fertili del cane di casa
che fa sì e no una monta ogni due anni, purché le monte non siano fatte
a distanza troppo ravvicinata.
Una monta fatta nei primi tre giorni d'estro, con un buon maschio
dovrebbe quindi assicurare la fecondazione della totalità degli ovuli
prodotti. Col passare dei giorni la fertilità diminuisce gradualmente:
coprendo al tredicesimo giorno (terzo giorno d'estro) solo gli ultimi
ovuli prodotti saranno ancora fecondabili e il numero dei cuccioli
concepiti sarà limitato; al quattordicesimo giorno di calore le
probabilità che la cagna possa rimanere gravida sono pressoché nulle,
anche se alcune cagne continuano ad accettare il maschio ancora per
qualche giorno. La terza settimana del calore (metaestro) corrisponde a
un graduale ritorno alla normalità: i genitali ritornano delle
dimensioni normali e l'interesse da parte dei maschi scompare. Può
esserci molta variabilità individuale nella durata di queste fasi.
Alcune femmine hanno calori di quattro settimane, altre di due soltanto.
Alcune hanno un proestro molto lungo seguito da un estro breve, altre
fanno il contrario. La maggior parte delle femmine però segue le fasi
lunari, con calori di 21 giorni suddivisi in proestro, estro e metaestro
della durata di una fase lunare ciascuno. Se il calore compare
regolarmente in corrispondenza di una nuova fase lunare, si può star
certi che l'ovulazione avrà inizio con la fase lunare successiva.
Ricapitolando, sebbene il calore duri una ventina di giorni, il periodo
fertile è abbastanza limitato: normalmente dall'ottavo al tredicesimo
giorno, ma con probabile piena fertilità solo dall'ottavo al decimo. Nei
casi più dubbi, quando le perdite di sangue permangono durante tutto il
calore o non vi sono per nulla, e comunque, soprattutto quando si
debbono percorrere molti chilometri per raggiungere il maschio, è
possibile verificare l'ovulazione attraverso uno striscio vaginale o con
un'analisi del progesterone. Se la cagna ha calori molto lunghi o molto
irregolari è meglio fare un controllo (ecografia) per scongiurare la
presenza di cisti ovariche.
Consigliati per tutte invece sono invece gli esami batteriologici per
assicurasi che non vi siano infezioni che possano compromettere l'esito
della gravidanza. Opportunissimo, sia per il maschio che per la femmina,
quello per la brucellosi, che potrebbe essere trasmessa con
l'accoppiamento. E' bene valutare anche la presenza/assenza dell' herpes
virus canino che potrebbe compromettere la cucciolata e se opportuno
testare la cagna per accertarsi dell'assenza di filaria e eventualmente
leishmania.
Alcune precauzioni per le cagne gravide
Le vaccinazioni dovrebbero essere fatte in un periodo sufficientemente
anteriore al momento in cui la cagna è coperta, ma tale da evitare di
dover fare richiami durante la gravidanza. E' altresì importante che la
cagna sia sverminata affinché non trasmetta ai cuccioli larve di vermi
durante la gestazione o l'allattamento, compromettendone la crescita
regolare o provocandone addirittura la morte. Ma non si pensi che questo
accorgimento basti a preservare i cuccioli dai vermi: alcuni di essi
passano anche la barriera placentare, per cui i cuccioli nascono già
parassitari e la loro sverminazione è sempre necessaria.
Per quanto riguarda l'alimentazione della cagna in gravidanza, non c'è
molto di più da dire se non ciò che potrebbe essere intuito da una
persona di normale buon senso: dalla quinta settimana di gravidanza, si
deve aumentare la quantità del cibo e migliorarne la qualità, fornendo
alimenti più energetici. Attenzione però a non fare ingrassare la cagna
oltremodo, perché sarebbe controproducente: le cagne grasse partoriscono
con più difficoltà. Nelle ultime due settimane, si consiglia, inoltre,
di aumentare la frequenza di pasti.
Se opportuno chiedere al veterinario per un'eventuale integrazione
vitaminica/minerale, ma senza esagerare: un eccesso di calcio potrebbe
portare effetti collaterali.
La gravidanza non è una malattia e la cagna dovrebbe vivere, per quanto
possibile una vita normale. Solo quando la pancia è notevolmente
ingrossata si deve fare attenzione a non farla affaticare troppo,
evitando corse e salti, anche se di regola questi sforzi sono
spontaneamente rifiutati dalla cagna. E' però importante assicurare alla
futura mamma una corretta quantità di moto. Senza esagerazioni e
assecondando la sua volontà non devono mancare le frequenti passeggiate
che tonificheranno la muscolatura dell'addome favorendo un parto rapido
e senza problemi.
Preparazioni per il lieto evento
Nel corso della gravidanza è opportuno predisporre uno spazio adatto
alla nascita e alla crescita della cucciolata. E' meglio abituare la
femmina già due settimane prima del parto a dormire in questo luogo
affinché, il fatidico giorno, si senta perfettamente a suo agio. Per
quanto possibile, cerchiamo di intuire le sue preferenze e di
assecondarle. Alcune cagne, per mancanza di istinto materno, o per
alcuni, solo per minore sensibilità cutanea, a volte schiacciano i
cuccioli col loro corpo. Se si intravede il rischio di questa
possibilità, sono in commercio casse di legno appositamente studiate per
il parto, con bordi antischiacciamento alle pareti. Non è questa la sede
per richiedere un impegno, da parte degli allevatori di tutte la razze,
a selezionare brave madri, morfologicamente predisposte alla
riproduzione e con istinto integro. Non può però non trapelare da questo
mio articolo la mia opinione sull'opportunità di conservare nel cane la
capacità di riprodursi in modo naturale.
Molte cagne dimostrano di non gradire casse per il parto, ceste o
giacigli scoperti e, seguendo istinti ancestrali cercano d'intanare i
cuccioli in un rifugio più protetto (sotto qualche mobile, o in anfratti
naturali). E' bene cercare di assecondare i desideri della cagna e
tenere pronta, in ogni caso, anche una cuccia coperta di tipo
tradizionale, nel caso fosse maggiormente gradita.
Si cerchi di accoppiare nella stagione più propizia (primavera) perché i
cuccioli possano essere allevati come in natura, evitando il più
possibile interferire con la normale selezione naturale. I cuccioli
deboli e poco vitali moriranno da soli nelle prime 48 ore dopo il parto,
senza troppe sofferenze.
Se, per qualsiasi ragione, ci trovassimo nella condizione di affrontare
un parto (anche non programmato) in pieno inverno o se malauguratamente
il parto avvenisse in una primavera particolarmente fredda, ci sono
invece serie possibilità che il parto non abbia buon esito, senza
particolari aiuti da parte dell'uomo. Un accessorio molto utile in
questi casi è la lampada a raggi infrarossi per il riscaldamento dei
cuccioli, indicato anche in tutti i casi in cui si debbano far crescere
cuccioli senza mamma.
Per quanto riguarda il momento del parto, un colloquio col veterinario
ci darà chiarimenti riguardo a tutti i comportamenti che dovremmo tenere
in caso di particolari emergenze.
Può essere utile tenere a portata di mano: un termometro per misurare la
febbre, un orologio per verificare e annotare gli intervalli tra ogni
espulsione, bilancia, forbici disinfettate, disinfettanti a base di sali
di ammonio quaternario, borsa dell'acqua calda e salviette pulite.
Generalmente la femmina fa tutto da sola; è bene tenersi pronti per
intervenire in caso di necessità, ma se tutto procede regolarmente, è
meglio non interferire.
Se decidessimo di eliminare speroni o accorciare la coda (io sono
contro) è necessario organizzare un appuntamento col veterinario che
coglierà l'occasione per fare un controllo generale sulla mamma e sui
cuccioli.
Il parto
La gestazione dura mediamente nove settimane; per calcolare la presunta
data del parto si contano, quindi, 63 giorni dalla data della monta,
sempre supponendo che questa sia avvenuta in corrispondenza
dell'ovulazione. Anche a causa della possibile discrepanza di alcuni
giorni tra monta e ovulazione, sono documentati parti normalissimi a
soli 58 giorni dopo la monta, e altri in cui si è arrivati a 70 giorni.
Molte cagne partoriscono in corrispondenza dell'inizio di una nuova fase
lunare.
Quando il parto è imminente la cagna diviene ansiosa e rifiuta il cibo o
vomita ciò che ha mangiato. La temperatura corporea si abbassa al di
sotto dei 38,5 gradi fino a 37 gradi. A volte si può già notare
fuoriuscita di latte dalle mammelle che si presentano piuttosto gonfie
già alcuni giorni prima. Le cagne che vivono all'aperto frequentemente
scavano, quasi volessero costruire una tana e non gradissero la cuccia
dove poi finiranno per partorire.
Si tratta di un comportamento atavico, dettato dal DNA di alcune zone
cerebrali, retaggio del periodo "brado".
E' importante non arrecare disturbo alla cagna in questa fase. Il parto
ha inizio con la rottura delle acque.
Il primo cucciolo compare invece entro due ore dalla rottura delle
acque, avvolto da una pellicola aderente, che viene subito lacerata e
mangiata dalla madre che provvede anche a recidere il cordone ombelicale
con gli incisivi.
Di regola non si dovrebbe aiutare la femmina in quest'operazione. Se (e
soltanto se!) dovessimo costatare una sua totale mancanza d'istinto,
provvederemo a liberare subito la testa e massaggeremo il cucciolo per
favorire il primo respiro (vedi paragrafo sulla rianimazione del
cucciolo). Per quanto possibile è meglio fare tutto con le mani imitando
ciò che la madre dovrebbe fare con la lingua. Le forbici, seppur
sterilizzate, sono rischiose, se messe in mani inesperte o che tremano
per l'emozione. . Se la femmina non dovesse nemmeno recidere il cordone
ombelicale, questo va prima schiacciato con le unghie a qualche
centimetro dal cucciolo, poi strappato (non con troppa forza) Lo strappo
imita l'effetto del morso che ha proprietà cicatrizzanti. Se si decide
di tagliare con forbici, si consiglia prima di annodare o se si hanno
strumenti adatti clampare o almeno pinzare. La mancanza di istinto
materno si ricollega più a un fattore fisico che mentale: si tratta di
mancanza di prolattina. In ogni caso è sempre meglio escludere dalla
riproduzione futura le femmine che abbiano manifestato comportamenti di
questo tipo.
I cuccioli possono presentarsi indifferentemente con la testa o con il
posteriore (parto podalico). Sono avvolti dal sacco come se fossero un
uovo ed escono comunque facilmente.
Il parto può durare poche ore o protrarsi per un'intera giornata, anche
in relazione al numero dei cuccioli, ma non ci sono regole fisse. Di
norma, nasce un cucciolo ogni 15-30 minuti. Nelle primipare, nelle cagne
piuttosto anziane o quando il numero di cuccioli è molto elevato
l'intervallo tra un cucciolo e l'altro tende ad allungarsi.
Comunque, non è nemmeno detto che questi intervalli siano regolari:
alcune femmine hanno intervalli crescenti nel corso del parto (es. 10
minuti dal primo al secondo, 15 dal secondo al terzo.. fino ad arrivare
a quasi un'ora con gli ultimi nati). Altre cagne partoriscono
velocemente due o più cuccioli, fanno seguire una pausa e riprendono con
il resto della cucciolata. L'importante è che, una volta che il cucciolo
che ha impegnato il canale pelvico, l'espulsione avvenga in poco tempo.
E possibile qualche tempo prima del parto, fare un'ecografia o ancor
meglio, qualche giorno prima del parto una lastra per sapere quanti
cuccioli ci sono. Tuttavia i risultati non sono mai certi e un cucciolo
può sempre non essere visto. Capiremo quando il parto è finito
dall'atteggiamento della femmina ha un'espressione rilassata e spesso si
addormenta allattando.
Ogni placenta (1 per cucciolo) viene generalmente espulsa nell'arco di
15-30 minuti ed è prontamente mangiata dalla cagna. Questo comportamento
corrisponde a un istinto ancestrale che ha la finalità di eliminare ogni
traccia che possa attirare predatori. Mangiando le placente, inoltre, la
madre provvede a una reintegrazione proteica che favorisce la produzione
del latte. Perciò è' bene lasciarglielo fare. Sarebbe bene, se
possibile, controllare se il numero di cuccioli partoriti corrisponda al
numero di placente espulse. Infatti, qualora, malauguratamente, la
placenta dovesse essere ritenuta, si deve interpellare il veterinario
senza indugio: per la cagna potrebbe anche essere fatale.
Dopo la nascita
Alcuni giorni dopo il parto, possono comparire perdite di materiale
bruno-rossastro che possono durare fino a due o tre settimane, calando
in quantità e presentandosi sempre più scure. Alcune cagne, in seguito
al parto possono perdere una notevole quantità di pelo. Questo è dovuto
alle secrezioni acide al momento del parto. Per ovviare
all'inconveniente, si possono fare spugnature con una soluzione di acqua
e bicarbonato. In ogni caso, la cosa non deve preoccuparci più di tanto:
il pelo ricrescerà senza problemi tornando ad essere quello che era in 4
o 5 mesi.
Ci si preoccupi già dai primi giorni a tenere la cuccia pulita e
igienizzata il più possibile. Benché la stessa cagna provveda alla
pulizia dei cuccioli, le sue cure non sono certo sufficienti ad evitare
infestazioni di parassiti.
Per sincerarsi che tutto proceda regolarmente è consigliabile tenere
sott'occhio il peso dei cuccioli, annotandone la crescita.
Il primo latte della cagna è detto colostro e ha un'importanza
fondamentale per i cuccioli, poiché contiene anticorpi materni che
vengono passati al cucciolo. Gli anticorpi sono presenti nel colostro la
cui produzione avviene per un periodo variabile tra le prime 36- 48 ore
dopo il parto.
L'immunità fornita dal colostro è un'immunità "passiva" in quanto gli
anticorpi vengono importati dal corpo della madre e non vengono prodotti
direttamente dal cucciolo. L'immunità "passiva" a differenza
dell'immunità "attiva" (suscitata direttamente dalla malattia o dal
vaccino) ha durata limitata nel tempo (poche settimane) e di efficacia
variabile. La quantità di anticorpi presenti nel colostro è infatti
legata al tipo e alla concentrazione di anticorpi presenti nella madre.
Se una cagna non è stata vaccinata per una particolare malattia (o non
ha elaborato difese naturali per la stessa) il cucciolo non sarà
protetto. I "titoli anticorpali" indicano orientativamente la qualità e
il tipo di anticorpi presenti nella madre: in linee generali un titolo
elevato si associa ad un maggior numero di anticorpi presenti e
garantiscono quindi una miglior protezione al cucciolo.
Nella normalità, le femmine allattano per quasi due mesi, anche se è
opportuno iniziare a integrare l'alimentazione dei cuccioli con pappine
ad alto contenuto proteico e facilmente digeribili già dopo trenta
giorni, o addirittura prima in caso di cucciolate particolarmente
numerose. La produzione del latte comporta un notevole dispendio
d'energie per la cagna. L'alimentazione deve essere energetica,
abbondante (circa 2-4 volte la dose normale) e ricca di alimenti ad alto
contenuto di calcio. Una corretta alimentazione a volte non è
sufficiente a evitare tutti i problemi che possono anche essere dovuti a
fattori metabolici e a una predisposizione della cagna.
...cura dei cuccioli e prime vaccinazioni...
La prima sverminazione dei cuccioli può avvenire all'età di 2 settimane
da ripetersi poi a 4, 6 e 8 settimane. Quando si procede alla
sveriminazione dei cuccioli è bene effettuare lo stesso trattamento
anche sulla madre. Bisogna inoltre fare attenzione a non diventare noi
stessi (o chi entra in casa) "veicolo" di trasmissione di infezioni
pericolose. Se si frequentano luoghi dove vi sono altri cani (canili,
ambulatori veterinari, mostre, parchi ad alta densità canina ecc), è
opportuno cambiarsi le scarpe (e se possibile disinfettare le suole con
candeggina). Certi virus, come il Parvovirus (parvovirosi) sono molto
resistenti e si attaccano anche alle gomme dell'auto.
La prima vaccinazione si effettua generalmente dalle 6 alle 8 settimane
, ma è possibile in caso il rischio di contrarre la parvovirosi (e/o il
cimurro) sia elevato, vaccinare i cuccioli con speciali vaccini,
generalmente chiamati "Puppy", all'età di 5 settimane. Se i cuccioli
sono nati nella stagione estiva e in zone a rischio, il primo
trattamento antifilarico può essere effettuato all'età di 8 settimane.
Un'altra cosa a cui occorre badare è la mastite, sintomo di un'infezione
che può essere trasmessa ai cuccioli durante l'allattamento. E'
opportuno controllare quotidianamente i capezzoli. Se risultano
arrossati, di colore anomalo, induriti e se vi è fuori uscita di pus ci
si trova di fronte ad una mastite. Se la mastite interessa una singola
mammella ed è presa agli inizi sono possibili trattamenti locali, se il
problema interessa tutti (o la maggior parte) dei capezzoli è necessario
interrompere temporaneamente l'allattamento e farsi descrivere dal
veterinario antibiotici idonei al trattamento.
Rossella Di Palma
Denis Ferretti